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Illuminazione di Parco Rignon, Torino – anni ’60 18 novembre 2017

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Villa Rignon-

 

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PROGETTI DI ILLUMINAZIONE A TORINO ANNI ’60 (VIDEO) 29 gennaio 2015

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Guido Chiarelli e la illuminazione pubblica a Torino dal 1956 al 1968 7 maggio 2013

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La biografia

Guido Chiarelli nasce il 24 settembre 1902 a Caltanissetta.

Primo di quattro figli, passa l’infanzia in Sicilia nella casa di famiglia.

Il padre Angelo aveva immaginato per il figlio un futuro di ingegnere minerario: Guido si iscrive dunque all’Università di Palermo. Completa i suoi studi al Politecnico di Torino, seguendo però il corso di laurea in ingegneria elettrotecnica; nel 1928 viene assunto al Municipio di Torino.

Durante la sua lunga carriera si occupa di impianti elettrici interni, termici, gasdotti, orologi, semafori, ma il suo nome resta soprattutto legato all’illuminazione pubblica della città di Torino, dove ha condotto una vera e propria innovazione degli impianti: dal 1956 al 1968 ricopre infatti l’incarico di Ingegnere Capo Divisione alle Div. VII e poi V LL.PP. del Municipio di Torino.

Un ruolo molto significativo è quello svolto durante le celebrazioni di “ITALIA’ 61″ per il centenario dell’Unità d’Italia, quando numerosi nuovi impianti sono progettati e installati per l’occasione e Torino si trasforma – come Parigi – in una vera ”ville lumière”.

Con Guido Chiarelli per la prima volta l’illuminazione pubblica trova un risvolto artistico: particolarmente suggestiva, ad esempio, è l’illuminazione notturna del Parco del Valentino, realizzata per la grande mostra “FLOR ”61″ (foto archivio).

Nel 1958 riceve l’onorificenza di Cavaliere e nel 1965 quella di Cavaliere Ufficiale “al merito della Repubblica Italiana”.

Guido Chiarelli si spegne il 7 ottobre 1982, con il rimpianto e il commiato di tutta la città.

Bibliografia:

A.G. Actis-M. Bodo- M. Broglino: Torino di luce, Arti Grafiche Alzani, Pinerolo (TO), 2006

http://www.comune.torino.it/cultura/biblioteche/ricerche_cataloghi/pdf/bibliografie/mercati.pdf

 

Guido_Chiarelli

Ritratto di Guido Chiarelli, 1982 7 maggio 2013

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ritratto guido chiarelli

 

(Ritratto di Guido Chiarelli, eseguito dalla sorella Angela nel 1982)

“An Evening Sky” poesia dedicata a Guido Chiarelli – Premio Il Meleto di Guido Gozzano – 2012 14 novembre 2012

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LUCI SULLA CITTA’ , quadro di GIANPIERO ACTIS, ispirato ai progetti di illuminazione di GUIDO CHIARELLI – Torino (dal 1956 al 1968)

 

 

 

An Evening Sky

 

A slash of Blue! A sweep of Gray!
Some scarlet patches – on the way –
Compose an evening sky…

 

Uno squarcio d’Azzurro! Un tratto di Grigio!
Qualche chiazza scarlatta – sulla via –
Compongono un cielo serale…

Emily Dickinson

Era dolce

il profumo di quelle sere

quando

i nostri passi inventavano lunghi itinerari

nei giardini d’estate

quando

lentamente i lampioni si accendevano

e gareggiando con la luna e le stelle

formavano parabole di luce

sulle pietre opache dei sentieri.

La vita

allora appena iniziata

sembrava svelare

solo per noi

un cielo di colori irreali.

Innumerevoli immagini

( schegge di ricordi lontani )

che

oggi

si compongono e si frantumano

nel caleidoscopio stanco

della mente.

Lidia Chiarelli

(Poesia dedicata a mio padre – ing. Guido Chiarelli – artefice degli impianti di illuminazione a Torino dal 1956 al 1968)

Piazza Carignano, Torino – giugno 2011 1 settembre 2011

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Piazza Carignano, Torino - giugno 2011

L’opera di Guido Chiarelli ricordata nel cartellone esposto in piazza Carignano a Torino, giugno 2011

Torino, percorsi di luce 1 settembre 2011

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Torino, percorsi di luce: copertina della pubblicazione – 2011

Nell’ambito di:

“Il Giardino Incantato”, poesia dedicata a mio padre ing. Guido Chiarelli (di Lidia Chiarelli) 2 agosto 2011

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Italia 61: il giardino roccioso

                      

IL GIARDINO INCANTATO 

“Peacocks walked

under the night trees

in the lost moon

light…”

Lawrence Ferlinghetti

 

E poi furono le luci

che si accesero

lentamente

nel giardino dai mille colori.

Si accesero

calde, vibranti

sulle pietre dei viali

sui petali dei tulipani

sull’acqua delle fontane

accarezzate da un’esile brezza.

 

Le luci

si accesero per me

che camminavo

nei sentieri fioriti

mentre fragranze sottili

mi avvolgevano

nel silenzio della sera

 e le bandiere

mosse dal vento

diventavano

 forme screziate

di un quadro incompiuto.

 

Grappolo di ricordi lontani

che oggi si ricompongono

mentre stringo fra le dita

l’ultima, appassita

rosa di maggio.

 

Lidia Chiarelli  

(maggio 2011)

 

(poesia dedicata a mio padre ing. Guido Chiarelli

artefice dei progetti di illuminazione di Italia 61)

Progetti di illuminazione di Flor 61 19 febbraio 2011

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(foto archivio Guido Chiarelli)

A Flor 61 parteciparono 800 espositori di 19 nazioni (ufficialmente rappresentate: Belgio, Francia, Germania, Olanda, Svizzera). I visitatori furono 600.000.

 Venne occupato uno spazio di 45 mila metri quadrati all’interno e 140 mila all’esterno. Furono presentate eccezionali rarita’ di piante e la fioritura di 50.000 tulipani.

Italia 61 19 febbraio 2011

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Italia  61

Per celebrare i 100 anni dell’Unità d’Italia, a Torino fu organizzata una grande mostra storica in zona “Millefonti”, un luogo, lungo le sponde del Po, che era stato punto di ritrovo per le feste campestri del Duca Carlo Emanuele I, nel XVII secolo.

La mostra, nota come EXPO 1961,  si estendeva nel Palazzo del Lavoro, nel Palazzo a Vela e nei padiglioni delle Regioni Italiane.

Suscitò molta curiosità il Circarama della Walt Disney, offerto dalla FIAT. Fu costruito un padiglione smontabile di 1500 mq  in alluminio, acciaio e plastica. All’interno della sala di proiezione, uno schermo circolare a 360°  avvolgeva completamente gli spettatori, che avevano l’impressione di diventare protagonisti del filmato. I fasci delle immagini partivano da 9 proiettori e il suono era sincronizzato con le immagini. Il film, intitolato “Italia 1961”, era stato prodotto dalla “Walt Disney Production” in California e metteva in evidenza gli aspetti più significativi del paese attraverso le riprese effettuate dal C119, l’aereo del Ministero della Difesa.

Fu costruita una ovovia, con 61 cabine colorate biposto, che univa la zona espositiva di Italia 61 con il Parco Europa a Cavoretto.  Il dislivello fra le due stazioni era di 120 m., il cavo era posizionato a 10 m di altezza e in un’ora si potevano trasportare 700 persone in entrambe le direzioni.

La Monorotaia Alwegg , diventata ben presto l’icona dell’esposizione,  attirò immediatamente l’attenzione dei torinesi e degli oltre 4 milioni di visitatori: l’area espositiva era attraversata per 1800 metri da un tratto di ferrovia con monorotaia del tipo a sella, posizionata su un viadotto in cemento armato sorretto da pilastri. Le due stazioni erano su piattaforme sopraelevate. Il percorso seguiva una linea retta, eccetto un’ampia curva che attraversava un  lago artificiale. La vettura era formata da tre carrelli con cabine panoramiche alle estremità. Era lunga 30 metri e la sua velocità media era di 60 Km/h.

E’ stato calcolato che il “treno aereo” ha percorso 25 mila Km e ha effettuato 22 mila viaggi.

Con il nome di FLOR 61 si denominò  la grandiosa esposizione floreale a cui parteciparono 800 espositori di 19 nazioni.

“Composta, ammirata, commossa, la gente sostava nei punti più panoramici, o seguiva il lungo percorso sapientemente studiato: non avvertiva stanchezza e usciva con il rammarico di non aver visto tutto, di non aver assaporato  abbastanza l’indefinibile profumo di sortilegio che emanava dal favoloso insieme di piante e di fiori venuti da tutte le parti del mondo.”  ˡ

Particolarmente studiata fu l’illuminazione del  giardino roccioso, costruito all’interno di FLOR 61:

oltre alle tre torri-faro progettate per illuminare il giardino nel suo insieme, altre fonti luminose furono posizionate per evidenziare scorci suggestivi: i percorsi dei ruscelli, le piccole cascate, i ponticelli in legno, i cespugli colorati.

Tutta la zona di Expo 1961  fu oggetto di innovativi impianti di illuminazione. Il corso Unità d’Italia (allora  corso Polonia)  e le zone limitrofe furono illuminati con lampade fluorescenti a bulbo per un totale di 910 nuovi lampioni.

Ma le celebrazioni di Italia 61 furono anche l’occasione per una trasformazione radicale degli impianti di illuminazione della città e, dal centro storico alla periferia, Torino mutò il suo volto.

E fu in quel momento che i lastricati delle vie e delle piazze, le facciate delle chiese e degli antichi, storici palazzi e gli zampilli delle fontane furono modellati da una nuova luce, e fu in quel momento che la luce diventò arte e poesia.

ˡ Dal volume: FLOR 61, Tipografia Torinese Editrice, Torino, 1961

Link: http://www.italia61.it/